La_morte_ti_fa_bella_1992_hd_-_altadefinizione0... Online
A distanza di oltre trent'anni, La morte ti fa bella risulta più attuale che mai, anticipando l'attuale ossessione per i ritocchini e l'immagine "perfetta" sui social media. È una black comedy intelligente e cattiva, che insegna, con un sorriso sarcastico, che l'unica cosa veramente "eterna" non è la bellezza, ma la sciocchezza umana.
Robert Zemeckis, nel 1992, ha diretto uno dei cult più amati e feroci del decennio: La morte ti fa bella ( Death Becomes Her ). Questa commedia nera, arricchita da elementi fantasy e body horror, offre uno specchio satirico implacabile sul culto della giovinezza eterna e l'ossessione hollywoodiana per la chirurgia plastica. La_morte_ti_fa_bella_1992_HD_-_Altadefinizione0...
La storia ruota attorno a Madeline Ashton (Meryl Streep), un'attrice narcisista e ormai in declino, e Helen Sharp (Goldie Hawn), la sua amica di vecchia data, entrambe ossessionate dal controllo e dall'apparenza. Quando Madeline "ruba" il fidanzato di Helen, il chirurgo plastico Ernest Menville (Bruce Willis), innesca una faida che dura anni. Nel tentativo disperato di fermare il tempo, entrambe finiscono per bere un elisir di giovinezza eterno offerto dalla misteriosa Lisle Von Rhoman (Isabella Rossellini). A distanza di oltre trent'anni, La morte ti
Il film è memorabile per come trasforma le paure dell'invecchiamento in grottesco spettacolo. Dopo aver assunto la pozione, le due donne non invecchiano, ma la loro carne non è più "viva". Il film eccelle nel "body horror" comico: il collo ruotato di 180 gradi di Madeline (dopo essere caduta dalle scale) e il buco enorme nello stomaco di Helen sono scene cult che, grazie agli effetti speciali innovativi della Industrial Light & Magic (premio Oscar 1993), funzionano ancora oggi. Questa commedia nera, arricchita da elementi fantasy e
La morte ti fa bella non tratta solo di chirurgia plastica; è una critica profonda al vuoto esistenziale che deriva dall'attaccamento eccessivo alla bellezza esteriore. Le protagoniste sono disposte a morire — e poi a vagare come corpi imbalsamati — pur di rimanere giovani. La figura di Ernest, al contrario, diventa l'unica voce della ragione, fuggendo dalla follia della immortalità per trovare la pace nella vita mortale.
Se vuoi approfondire, dimmi se preferisci che analizzi di più: (Oscar 1993) Le interpretazioni di Meryl Streep e Goldie Hawn Il finale e il suo significato filosofico